THE RAMP
The RAMP of ideas.
Prima che un progetto prenda forma, prima che le linee si intreccino e le sinergie comincino la loro evoluzione, prima dei pensieri, degli sketches e dei materiali, prima di tutto c’è una moodboard. Può essere composta da elementi diversi: materiali e immateriali, cruciali o marginali. Ognuno di questi tasselli dialoga con gli altri, da questo dialogo nascono le idee ed i progetti.
La Moodboard di Locker Room è in movimento continuo.
Per questo periodicamente attaccheremo qui sotto i nostri PIN, ogni volta stimolanti, riflessivi ed inaspettati. Flash di memoria che raccontano le nostre storie.
The RAMP è la nostra Moodboard. E la nostra Newsletter.
Benvenuti.
A Locker Room Event
SPACE CUSTOM VOL.1
Space Custom VOL. 1 è stato il primo workshop capace di proporre un’immersione a 360 gradi nel magma creativo della cultura Streetwear: un’esperienza inedita che ha dato vita a nuove collisioni creative tra artisti del mondo delle sneakers. Lo scorso luglio, una crew di artisti e sneakers specialist si è riunita nell’Headquarter di Civitanova Marche e ha messo in gioco tutto il proprio talento per interpretare in modo unico le Sneakers e l’abbigliamento Enterprise Japan: una giornata in cui creativi e tecnici specializzati si sono seduti fianco a fianco unendo le proprie competenze in una full immersion straordinaria. Gli special items nati dal primo capitolo di Space Custom sono diventati dei pezzi totalmente one-off, acquistabili solo sulla nostra piattaforma.
Books and Photography
TO:KY:OO Liam Wong
C’è un libro che si chiama To-ky-oo. Una copertina scura e allo stesso tempo accecante. Mostra una via giapponese, con le sue luci al neon e le sue insegne colorate. Le suggestive e straordinarie fotografie a colori di LIAM WONG raccolte in questo volume raccontano una Tokyo contemporanea e allo stesso tempo futuribile. “Mi sono perso nella bellezza di Tokyo di notte”, spiega l’autore. Una Tokyo che è luogo di ispirazione capace di sfidare la nostra immaginazione. Nato e cresciuto a Edimburgo, in Scozia, Wong ha studiato informatica al college e, all’età di venticinque anni, ha cominciato a lavorare in Canada come regista presso una delle principali società di videogiochi del mondo. Poi la sua professione lo ha portato per la prima volta in Giappone, dove ha scoperto il fascino ammaliante e spaventoso delle scene notturne della metropoli. È stata folgorazione.
Design and Architecture
Masamichi Katayama o dei progetti che ti rimbombano dentro
Masamichi Katayama o dei progetti che ti rimbombano dentro. Quando si parla di Masamichi Katayama alias Wonderwall i superlativi non sono mai abbastanza. La stampa specializzata scrive che i suoi progetti sanno toccare l’anima e si differenziano da qualunque altra cosa una persona possa incontrare. Perché Masamichi Katayama lavora sull’intuizione facendo emergere sensazioni direttamente dal nostro inconscio. E perché non si accontenta mai e riparte ogni volta da zero, progettando negozi con la stessa cura, lo stesso estro, la stessa follia con cui si costruiscono i musei. Che si trovi a lavorare per Tyler Brûlé («Monocle»), Takashi Murakami, Pharrell Williams, Alejandro González Iñárritu o ancora per Uniqlo o per Nike per Dean & De Luca, Masamichi Katayama va alla ricerca di nuove scintille e trasforma in progetti le sue visioni tridimensionali grazie a linguaggi sempre nuovi e imprevedibili, lasciandosi andare al flusso delle maree creative che... caratterizzano le sue giornate. È dal caos indomabile della sua creatività che nascono, ogni volta, progetti capaci di superare le aspettative iniziali. E abbattere i limiti dell’immaginazione.
Graphic Masters
Il surfista David Carson
Un designer, ma prima di tutto un surfista. David Carson è uno di quelli che ha lavorato per Pepsi, Ray Ban, Nike, Microsoft, Giorgio Armani, NBC, American Airlines, Levis, AT&T, British Airways, Kodak, Sony, Suzuki, Toyota, Warner Bros., CNN, MTV, Fox TV, Nissan. Ma il suo modo di approcciare il lavoro, il suo modo di disegnare, il suo modo di progettare, aveva avuto origine lì, dalle onde che surfava sin da ragazzino. Non solo perché poi lui le riviste di Surf inizia a disegnarle. Ma perché nei suoi giorni selvaggi le onde, come direbbe William Finnegan, sono il suo “campo da gioco, sono l’oggetto della tua adorazione e dei tuoi desideri più profondi. Ma allo stesso tempo sono il tuo avversario, il tuo nemico mortale, la tua nemesi”. Coraggio, visione alchemica, ostinazione, rottura con il passato, lotta verso tutto ciò che è noioso e già visto. David Carson è uno di quelli che non hanno mai paura. E continua a dimostrarlo. Tra le onde e con la matita tra le mani.
Books and Photography
NASA Standards manual
È il 1972 quando negli Stati Uniti nasce il “Federal Graphics Improvement Program”: un programma ideato per innalzare lo standard di design e la comunicazione delle agenzie governative degli Stati Uniti. Ed è la NASA il principale candidato per la grande svolta del programma. Due anni dopo, la Danne & Blackburn, giovanissima agenzia newyorkese guidata dai progettisti Richard Danne e Bruce Blackburn, presenta la sua idea per una nuova veste grafica alle dirigenze NASA, regalando al mondo intero l’inimitabile, futuristico e lungimirante logotipo “Worm”. La presentazione è un successo assoluto, ma 23 anni dopo quell’incontro, la NASA decide di abbandonare il progetto e tornare a utilizzare il suo vecchio logo, la “Meatball” che noi tutti conosciamo. La storia straordinaria di questo viaggio spaziale attraverso il mondo della grafica, della scienza e dell’esplorazione è raccontata in un libro: “The NASA Graphic Standard Manual”, un pezzo da collezione essenziale per tutti gli appassionati del genere.
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